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La libra di Facebook: c’è da avere paura?

E’ passata una decina di giorni dal grande annuncio di Facebook e le acque si sono un po’ calmate, almeno apparentemente. Il progetto di criptovaluta del social network ha immediatamente creato grandi polemiche, per la natura del progetto, ma anche – e soprattutto – per il soggetto che alza il velo sulla sue ambizioni di creare un sistema finanziario basato su una valuta digitale mondiale. Non siamo molto abituati ad avere una moneta “privata”, non emessa da uno stato. E questo rappresenta una novità davvero interessante e “sfidante”, come si suol dire con un brutto anglicismo che però rende l’idea, per l’intera economia mondiale.

Vediamo di mettere insieme i punti salienti del progetto Libra.

  1. Facebook lancia una criptovaluta che per tutti è di Facebook, ma che Facebook dice che è in realtà governata da un  consorzio di aziende globali di primo piano – tra cui spiccano colossi finanziari come Visa, Mastercard e PayPal, ma anche aziende tech come Spotify, Uber, Booking, Lyft. Anzi, la preoccupazione principale nell’annunciare il progetto sembra quella di spostare il focus da Facebook alla Libra Association, il consorzio che gestirà la blockchain su cui girerà Libra. Il motivo è ben chiaro! Già Facebook è nell’occhio del ciclone, accusata di avere un potere enorme derivante dall’enorme massa di dati che ha in pancia su tutti i nostri comportamenti. Ora metterebbe le mani anche sulle informazioni finanziarie di ciascuno di noi. E questo non piace a nessuno.
  2. Libra è una criptovaluta, nel senso che è una valuta digitale coperta da sicurezza crittografica. Funzionerà su una blockchain (anche se qualcuno inizia a mettere in dubbio che sarà una blockchain vera e propria) che però è ben diversa da quella di bitcoin, che è del tutto decentralizzata, non avendo nessuna autorità che ne gestisca emissione, valore e tassi alla stregua di una Banca centrale. Libra invece sarà gestita dall’associazione: ogni attore dell’associazione potrà diventare un nodo della blockchain e potrà contribuire a definirne la governance, magari anche cambiandone le regole in corsa. Cosa che per bitcoin non è possibile. Facebook sottolinea che non c’è un’autorità unica centrale ma che ci sono più soggetti che garantiranno una pluralità di controllo. Ma il dato di fatto è che un controllo si ricrea.
  3. Ma non è questa l’unica differenza con bitcoin. Il valore di Libra sarà garantito da un paniere di valute e titoli di Stato internazionali che dovrebbero assicurarne una maggior stabilità rispetto alla criptovaluta più conosciuta: Libra avrà poi un valore di mercato, che però dovrebbe rimanere sempre molto vicino al valore di quel paniere. Così facendo Facebook candida la stessa Libra a diventare una valuta digitale davvero mondiale, espressione non di una singola economia, ma dell’intera economia globale. Non è stato rivelato il valore del paniere, ma senza dubbio questo è il suo significato recondito. Intanto bitcoin ha sfruttato l’inattesa campagna di marketing che Facebook ha attuato in favore del mondo delle criptovalute per confermarsi strumento speculativo: in una settimana è partito poco sopra quota 9mila dollari, ha toccato un picco di 13.800 per poi calare sotto gli 11mila dollari. Evidentemente un investimento per cuori forti.
  4. Facebook ha già annunciato che la criptovaluta “non di Facebook” avrà un wallet digitale di una divisione di Facebook che sarà inserita direttamente all’interno di Messenger e WhatsApp (oltre che in una app autonoma), a disposizione dei 2,4 miliardi di utenti registrati di Facebook: potenzialmente è una moneta che ha una base di utenti che neanche la Cina ha a disposizione. Già, la Cina potrebbe essere in modello per Facebook: i colossi come Tencent e Alibaba funzionano già come realtà digitali totalizzanti per gli utenti che all’interno trovano ecommerce, servizi finanziari, social network tutti insieme. Che sia questo il modello cui si ispira Zuckerberg alle prese con una difficile conversione strategica del suo modello basato sulla pubblicità, sempre più nel mirino?
  5. Da questo punto di vista il white paper di Libra mette in chiaro fin dall’inizio che l’obiettivo non è solo creare un sistema di pagamento, ma una moneta che faccia da fulcro di un intero sistema finanziario internazionale che possa essere efficiente, economico, trasparente e inclusivo. Tutto il contrario dell’attuale sistema finanziario – sostiene Zuckerberg, che però in questo può trovare tante voci favorevoli – che esclude buona parte della popolazione mondiale e delle aziende dei paesi emergenti (ma non solo) che non hanno accesso al credito. Non c’è dubbio che così facendo mette il dito in una piaga del sistema globale. In quest’ottica Libra rappresenta un attacco abbastanza chiaro al sistema bancario tradizionale. I grandi circuiti di carte di credito e i player più innovativi hanno scelto di sedersi al tavolo per “vedere” le carte del grande innovatore. Le banche se ne tengono per il momento lontane. Forse non possono neanche pensare – o non è loro permesso – di salire sull’onda dell’innovazione, ma potrebbero anche pensarci…
  6. L’esperimento di una moneta emessa da un soggetto privato rappresenta una novità assoluta per l’economia moderna, abituata a sistemi governati da Banche centrali nazionali. E questo apre dubbi sul fronte della regolamentazione finanziaria con incognite concentrate soprattutto sull’aspetto dei rischi di riciclaggio. Ma da questo punto di vista le authority qualche responsabilità ce l’hanno visto che finora non hanno coperto il vuoto normativo legato alle criptovalute, proprio per non dargli autorevolezza. Allo stesso tempo la provocazione farà nascere dibattiti infiniti in un momento in cui il sovranismo domina il pensiero politico in tutto l’Occidente e la democrazia non se la passa poi così bene. Non c’è dubbio poi che il progetto faccia nascere timori del tutto giustificati per il soggetto che vuole metterlo in pratica. Facebook ha già dimostrato di essere un Leviatano globale che conosce tutto di noi – almeno quello che noi gli facciamo conoscere – e che ora potrebbe aumentare a dismisura il suo potere sulle persone e sulle economie. E’ questo quello che fa davvero paura. Ma è tutto da verificare che il progetto Libra arrivi alla realizzazione nel 2020, come annunciato. O che venga firmato prima, cosa che non è assolutamente da escludere.
  7. Ho prvato a sintetizzare tutto in un video: lo trovate qui